La
lavastoviglie
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INDICE
L'apparecchio giusto
Riduzione automatica dei consumi
Sistemi di lavaggio
Consumo d'acqua
Consumo d'elettricità
Regolette per risparmiare
Questione di cicli
La lavastoviglie intelligente |

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Una pila di piatti da lavare ci attende
in cucina. Per fortuna c’è Lei! La lavastoviglie. Silenziosa,
lava, sgrassa e asciuga al posto nostro.
In Italia, circa una famiglia su cinque
ha in casa questo elettrodomestico mentre in Francia è presente
in una casa su tre. Di pari passo procede la tecnica di produzione
che, attualmente, permette di offrire lo stesso risultato dei
vecchi modelli con minori consumi di energia elettrica, di acqua,
di tempo e di detersivo.
Conquiste ottenute grazie a cicli ridotti o economici,
che hanno abbattuto i tempi anche del 60 per cento, riducendo
la quantità di acqua necessaria (in dieci anni si è passati da
una media di 45 litri a soli 15-20 litri). Tutto ciò, ovviamente,
si traduce in consumi più bassi. Rispetto alle vecchie lavastoviglie
che impegnavano per un ciclo completo anche 2,5 kW l’ora, per
i nuovi modelli si arriva anche alla metà.
L'apparecchio giusto
Per sfruttare al meglio questi vantaggi,
però, è bene scegliere gli apparecchi giusti tra i tanti che affollano
il mercato.
Anzitutto, bisogna individuare una lavastoviglie di capienza adatta
(si misura in numero di coperti lavabili).
Altro fattore di scelta, la versatilità nell’affrontare i diversi
tipi di sporco.
I modelli più evoluti prevedono tre o quattro
temperature di lavaggio, consentendo a chi li usa di adattare
il lavaggio al tipo di sporco e di stoviglie. Nei casi migliori
si può optare tra 40 gradi (ad esempio per i soli bicchieri),
50-55 gradi (ciclo breve ed economico), 65 gradi (condizioni normali)
e 70 gradi (sporco particolarmente tenace).
Negli apparecchi più diffusi, però, sono previste generalmente
due sole temperature.
Riduzione automatica
dei consumi
Questa possibilità è offerta solo da
pochi modelli “top”. Permette di determinare elettronicamente
la quantità d’acqua necessaria a seconda dalle stoviglie e dal
loro grado di sporco. In parole povere, sarà la stessa lavastoviglie,
attraverso sensori “intelligenti”, a riscaldare l’acqua in tempi
più o meno brevi influenzando così i consumi di corrente e di
durata. Una gran bela comodità.
Sistemi di lavaggio
C’era una volta il “tubo Venturi”,
ossia quel cono che dal cestello inferiore irrorava acqua su tutti
i piatti e occupava un bel po’ di spazio utile della lavastoviglie.
Oggi, il vecchio sistema appartiene, in molti casi, alla preistoria
di questo elettrodomestico e molti modelli adottano l’alternativa
di uno o più bracci rotanti che spruzzano acqua e detersivo su
piatti e stoviglie.
Semplice, direte voi. Sì, se non fosse per gli esperti di marketing
che in questo settore sembrano scatenarsi con decine di nomi differenti
per meccanismi quasi uguali. Cerchiamo allora di mettere un po’
d’ordine tra le tante denominazioni.
Il sistema più efficiente prevede due o quattro getti alterni:
più forti e diretti nel cestello inferiore, delicati (adatti per
bicchieri e stoviglie fragili) in alto. Questo meccanismo, che
da modello a modello si presenta come “double wash”, “pressione
autoregolata” e via dicendo, ha come pregio la capacità di irrorare
sia dal basso che dall’alto le stoviglie. In più, permette di
utilizzare solo i getti alti in funzione “mezzo carico” (ovviamente
utilizzando solo il cestello superiore).
In alternativa, il tubo Venturi è stato sostituito da un braccio
rotante sotto il cestello inferiore.
Consumo d'acqua
Di solito questo dato è riportato nel
libretto di istruzioni. Consultatelo attentamente per scegliere
la lavastoviglie meno sprecona. In genere, ci sono due valori:
uno che si riferisce a un lavaggio completo a 65 gradi, l’altro
a un lavaggio rapido (sempre che sia previsto tra gli optional).
Consumo d'elettricità
Le differenze sono notevoli: utilizzando
il tasto rapido, infatti, si arriva a risparmiare anche oltre
il 50 per cento rispetto al lavaggio completo a 65 gradi. Se poi
acquistate lavastoviglie che permettono l’allaccio diretto a un
impianto centralizzato arriverete a consumi quasi vicini allo
zero (0,3/0,4 kW/h).
ua e di energia.
• Sempre sul versante convenienza un buon consiglio è di rinunciare
all’asciugatura con aria calda. È sufficiente la semplice circolazione
dell’aria, aprendo lo sportello a fine lavaggio.
• Ci sono poi alcune accortezze di manutenzione che, oltre ad
allungare la vita della lavastoviglie, possono migliorarne i risultati.
Tra queste, la più importante è senza dubbio la continua pulizia
del filtro: le impurità e i depositi, infatti, impediscono lo
scarico dell’acqua e non consentono buoni lavaggi, costringendoci
a optare per temperature più elevate e programmi costosi. La pulizia
non è necessaria nei nuovi modelli autopulenti.
Regolette per risparmiare
La regola più semplice, persino banale,
è quella di cumulare i piatti del pranzo e della cena in un unico
lavaggio (che sia fatto di giorno o di sera poco importa, visto
che per le grande maggioranza delle famiglie italiane la tariffa
è identica).
• È buona regola, se si fa un solo lavaggio al giorno, eseguire
un prelavaggio (previsto da molti modelli) per togliere i residui
di cibo in attesa di completare il carico. Quando i piatti non
sono molto sporchi, optiamo per il ciclo “rapido” o per il lavaggio
a basse temperature: oltre a farci risparmiare energia e acqua
permetterà di inserire anche le stoviglie delicate in vetro e
plastica alle alte temperature.
• Un ulteriore risparmio viene dall’uso corretto di detersivi
specifici (per gli apparecchi con il tasto Bio si possono impiegare
anche quelli privi di fosfati).
• I nuovi modelli hanno bisogno solamente di 20 o 30 grammi di
detersivo (contro i 40-50 del passato) ed è già una bella convenienza.
Non cediamo alla comunissima abitudine di dosare più detersivo
del necessario sperando di ottenere piatti più puliti e splendenti.
Una quantità esagerata non solo non lava meglio ma inquina di
più e rimane sulle stoviglie.
• Limitiamo al massimo il ciclo intensivo che lava con tempi molto
lunghi e temperature elevate con grande spreco di acqua.
Questione di cicli
Il ciclo “intenso” è indicato
nel caso di pentole, padelle e pirofile particolarmente sporche
e con resti di cibo essiccati. Può rivelarsi utile specie se associato
al prelavaggio. Tenete conto che in questo caso la macchina riscalda
la temperatura sino a 70 gradi, con costi elevati.
Molto più conveniente, al contrario, il programma “breve”
oppure “rapido” a 45/50/55 gradi (a seconda dei modelli)
previsto per stoviglie poco sporche da pulire in tempi rapidi.
Il programma “economico” a 50/55 o 65°C, invece, è adatto
per piatti normali o poco sporchi, con minor utilizzo di acqua,
energia e detersivo grazie alle ridotte fasi di lavaggio.
Quello “delicato” a 40/45°C consente di stare tranquilli
anche con stoviglie fragili o particolarmente pregiate e sensibili
alla temperatura.
Una bella novità, poi, è il “bio” che permette di utilizzare
detersivi senza fosfati, decisamente più ecologici dei tradizionali.
Insomma, decidere tra i 9 o 10 programmi diversi presenti su alcune
lavastoviglie può anche sembrare più complicato all’inizio, ma
non tarderà a rivelarsi conveniente. Per noi e per l’ambiente.
La lavastoviglie
intelligente
Una delle innovazioni tecnologiche
più interessanti, in alcuni modelli di ultima generazione, è il
sistema “sensor-logic” che determina ogni volta la quantità d’acqua
necessaria a seconda della quantità di stoviglie e del loro grado
di sporco. La lavastoviglie prende al posto nostro tutte le decisioni
del caso, rendendo molto più facile ed efficiente la programmazione.
Altri dispositivi permettono il recupero del calore della prima
acqua di lavaggio per riscaldare quella necessaria alla fase successiva.
Lo scambiatore di calore (così vengono chiamati) oltre a limitare
calore e chilowatt necessari per il lavaggio permette di evitare
shock termici alle stoviglie da una fase di lavaggio all’altra.
Il testo contenuto
in questa pagina è tratto da
"Consumare senza essere consumati"
prodotto da
"Il Salvagente"
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