Il
frigorifero.
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INDICE
Quante porte?
Né piccolo né grande
Gli specialisti del freddo
Quantità congelabile
Il freddo ecologico
I ricicloni
L'etichetta energetica
Quanto consuma il frigorifero
Venti consigli per risparmiare
Il sistema no-frost |

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La prima scelta
da fare è tra gli apparecchi a una, due, tre o quattro porte.
I frigoriferi più economici sono i “monoporta” (quelli cioè che
non hanno lo scomparto separato per il freezer) ormai in rapida
discesa nei gusti del pubblico. Il loro nome deriva dall’aver
un unico portellone. All’interno hanno uno scomparto per il ghiaccio
o un freezer assai ridotto inadatto perciò a congelare in casa
ma anche a mantenere a lungo gli alimenti surgelati. Sono consigliabili
quindi solo a chi fa la spesa frequentemente.
Quante porte?
Con i classici “due porte” si passa
al freezer esterno, in genere a quattro stelle. Più piccolo del
vano frigorifero, mantiene i cibi già surgelati ed è idoneo a
congelare i freschi. A meno che non sia un tre stelle (eventualità
per altro rara). In tal caso potrà solamente conservare i cibi
già surgelati.
Un passo più avanti sulla strada della comodità (e del prezzo),
c’è la vasta gamma di combinati. Dotati di vano frigorifero e
di vano congelatore (sempre a quattro stelle) entrambi di dimensioni
discrete, sono, come dice il nome, una sorta di mix tra un capiente
frigo e un mini congelatore. Conservano sia gli alimenti surgelati
che quelli freschi congelandoli senza eccessivi problemi.
Nella maggior parte dei casi hanno due motori separati che consentono
di spegnere a turno il frigo e il congelatore in caso di necessità
con un notevole risparmio di energia.
Infine, per i più esigenti, i frigocongelatori a tre o quattro
porte rappresentano una generazione di frigoriferi che offre la
possibilità di utilizzare le sezioni a differenti temperature
per una conservazione più idonea dei cibi. I vari spazi sono così
ripartiti:
• un vano frigorifero a grado di umidità costante destinato a
cibi a rapido consumo e alla conservazione delle bottiglie;
• un congelatore a quattro stelle, che permette una rapida congelazione
con risparmio di energia e una buona qualità di surgelazione;
• un “chiller”, cioè uno scomparto completamente isolato dagli
altri, ideale per conservare al meglio carne e pesce. In questo
ambiente gli alimenti non congelano ma, avendo una temperatura
equivalente a zero gradi, rallentano il processo di deperimento.
Con questo sistema i cibi si conservano perfettamente freschi
per una decina di giorni;
• una “cantina”, ovvero il quarto scomparto, alla temperatura
di sette-otto gradi, che, con il giusto grado di umidità, protegge
la frutta e la verdura dalla disidratazione, mantenendone inalterata
la freschezza e il contenuto vitaminico.
Né piccolo
né grande
Una volta stabilito di quali prestazioni
si ha bisogno, si deve valutare attentamente la dimensione adatta
per non comprare un frigo troppo grande o troppo piccolo. Uno
schema efficace per questo scopo può essere il seguente: 100-150
litri per 1 persona; 220-280 litri per 2-4 persone; 300 litri
e oltre per 4 o più persone.
Gli specialisti
del freddo
Le caratteristiche da valutare
quando si sceglie un frigorifero, e soprattutto un combinato,
sono davvero tante.
Alcuni modelli sono dotati di una spia di sicurezza che segnala
la variazione della temperatura interna. È utile per accorgersi
di malfunzionamenti o mancanze di corrente.
Un altro optional è il Tropic system. Garantisce il funzionamento
del frigorifero quando la temperatura ambiente è molto elevata
e il tasso di umidità relativa
dell’85 per cento. A meno di non vivere in un Paese tropicale
forse se ne può fare a meno.
Quasi tutti i modelli a due porte e combinati garantiscono, grazie
a un sistema di isolamento, un certo numero di ore di autonomia
in caso di mancanza di corrente. Ma non tutti mantengono il freddo
per lo stesso tempo anche in assenza di corrente. Questa caratteristica
è importante per evitare lo scongelamento e il ricongelamento
dei surgelati, che fa deteriorare i cibi.
Ma è anche un utile indicatore della qualità
delle guarnizioni usate e consente di valutare la dispersione
del frigo ossia dell’elettricità che “spreca”. È bene, quindi,
dare la preferenza ai modelli che consentono l’isolamento maggiore
(deve essere riportato sul dépliant).
Quantità
congelabile
È la quantità di alimenti che, nell’arco
delle 24 ore, l’apparecchio riesce a congelare “senza sforzo”.
Oltre un certo carico, infatti, faticherà non poco a raggiungere
la temperatura necessaria per la surgelazione. Con il risultato
che gli alimenti ne soffriranno sia sotto l’aspetto del sapore
che nutrizionale.
I frigocombinati, ovviamente, hanno una capacità maggiore di congelamento
oltre a programmi specifici da utilizzare quando si introducono
alimenti freschi in freezer.
Il freddo
ecologico
Da quanto sono stati eliminati i Clorofluorocarburi
(Cfc), dannosi per la fascia dell’ozono, le case produttrici hanno
sostituito il gas refrigerante con due sostanze diverse: l’R134A
che “salva” l’ozono ma produce un “effetto serra” (ossia contribuisce
all’aumento della temperatura globale del pianeta) e il gas naturale
isobutano che non presenta questo tipo di effetti indesiderati.
Ovviamente è bene scegliere i modelli che optano per l’isobutano.
I ricicloni
Rendere un frigo ecocompatibile non
significa solamente eliminare e sostituire i gas dannosi. Significa
poter anche riutilizzare le singole parti di un apparecchio vecchio.
Una novità in campo ambientale è proprio il riciclaggio dei prodotti,
già avviato da alcune case produttrici. In questi casi, ogni singolo
componente in plastica è contrassegnato da un codice che consente
di riutilizzarla al termine del suo ciclo di vita. Sempre che
il consumatore abbia l’accortezza di “rottamare” il frigo presso
chi è in grado di riciclarlo, magari chiedendo informazioni alle
case produttrici.
L'etichetta
energetica
Mentre i semplici dati sul consumo
sembrano darci immediatamente la sensazione della spesa che dovremo
sostenere dopo l’acquisto, la classe d’efficienza, riportata sull’etichetta
energetica del frigorifero, mette a confronto questa spesa con
le prestazioni dell’apparecchio ed è quindi più utile. Sull’etichetta
energetica è riportata la categoria di efficienza energetica:
dalla A, a minor consumo, che fa risparmiare sulla bolletta elettrica,
alla G, a consumi più alti. L’efficienza energetica è misurata
a parità di volumi e di temperature raggiunte nei vani del frigorifero.
L’etichetta indica anche il consumo di energia (espresso in kW
ora all’anno) si tratta di una misura di laboratorio, ottenuta
tenendo sempre acceso l’apparecchio, a porte chiuse e in condizioni
ideali (lontano da fonti di calore, arieggiato ecc.). Il consumo
reale può differire molto a seconda dell’uso più o meno appropriato.
I dati sulla capacità dell’apparecchio, sono espressi in termini
di volume utile.
Gli scomparti a bassa temperatura sono identificati da un codice
a stelle:
In etichetta, infine, dovrebbe essere indicata la rumorosità dell’apparecchio.
In realtà sono davvero pochi i produttori che lo fanno. Non esiste
una misurazione standard che rende agevoli i confronti.
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Conservazione di cibo surgelato
a -6° C
Tempo massimo di conservazione: 1 settimana |
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Conservazione di cibo surgelato
a -12° C
Tempo massimo di conservazione: 1mese |
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Conservazione di cibo surgelato
a -18° C
Tempo massimo di conservazione: 1 anno |
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Conservazione di cibo surgelato
a -18° C
Tempo massimo di conservazione: 1 mese
Congelamento di cibi freschi |
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QUANTO CONSUMA IL
FRIGORIFERO
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| Classe |
Consumo
KWH/Anno |
Costo per l'energia
elettrica*
Lire/Anno |
| A |
320 |
86.400 |
| B |
410 |
110.700 |
| C |
520 |
140.400 |
| D |
560 |
162.000 |
| E |
660 |
178.200 |
| F |
750 |
202.500 |
| G |
890 |
240.300 |
* Costo di 1 kWh: lire 270
*
categoria di efficenza energetica
**
categoria di efficenza energetica
dell'apparecchio
***
Ecolabel
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Venti consigli
per risparmiare
Venti consigli per risparmiare
Alcuni accorgimenti consentono una migliore gestione del frigorifero
e una più attenta conservazione dei cibi. Vediamo le principali.
1) Collocate il frigorifero nel punto più fresco della
cucina, lontano dai fornelli, dal termosifone e dalla finestra,
per non sottoporlo a sbalzi di temperatura.
2) La distanza giusta dal muro è di almeno dieci centimetri.
In questo modo intorno al frigorifero rimane spazio sufficiente
per una buona ventilazione, condizione necessaria per evitare
il surriscaldamento e un consumo elevato.
3) Regolate il termostato su posizioni intermedie. Posizioni
più fredde fanno aumentare i consumi del 10/15 per cento.
4) Controllate la temperatura magari con l’aiuto di un
piccolo termometro. Deve essere compresa tra 0 e 5 gradi. Regolate
il termostato di conseguenza .
5) Se aprite frequentemente il frigorifero e lo tenete
sempre pieno regolate il termostato su una temperatura leggermente
più fredda.
6) Ponete il cibo lontano dalle pareti del frigorifero.
7) Evitate di introdurre nel frigo alimenti ancora caldi
per scongiurare la formazione di ghiaccio sulle pareti.
8) I cibi cotti vanno chiusi in recipienti ermetici, lasciati
raffreddare, poi posti su una griglia centrale del frigorifero.
9) I cibi devono essere protetti in modo corretto. Conservate
solo gli imballi originali del latte, del burro e dei formaggi
confezionati. Prima di metterle nel frigo pulite bottiglie e barattoli.
Per gli altri prodotti utilizzate carta per alimenti o sacchetti
per vegetali, in ogni caso evitate le confezioni del negozio.
10) La zona più fredda è quella in basso, sistemate quindi
i cibi secondo il loro grado di conservazione. Per esempio il
pesce e la carne andrebbero sopra i cassetti della verdura, i
formaggi e le uova sullo scomparto più in alto.
11) Il pesce va sempre pulito ed eviscerato prima di essere
conservato. La carne macinata va chiusa in un contenitore ermetico.
12) Le uova potrebbero essere popolate da salmonelle, e
quindi non dovrebbero entrare in contatto con altri alimenti.
Le nicchie del frigo che le ospitano vanno lavate spesso.
13) Le verdure si conservano intere. A tagliarle si favorirebbe
il deperimento oltre a disperdere le vitamine e i sali minerali.
Frutta e verdura vanno lavate per eliminare la terra, asciugate
accuratamente quindi riposte in frigo in sacchetti di carta per
favorire la traspirazione e ridurre l’umidità.
14) Le banane, conservate a temperature inferiori ai 12
gradi, anneriscono. Se fa molto caldo è meglio metterle in frigorifero
avvolte in carta per alimenti.
15) Gli alimenti hanno tempi di conservazione diversi.
Le uova resistono fino a un mese ma formaggi, frutta e verdura
vanno consumati entro una settimana, entro tre giorni i cibi cotti
ed entro due-tre giorni la carne e il pesce.
16) Prelevate o introducete il cibo velocemente. Ogni volta
che si apre lo sportello è come se si aprisse il portafoglio.
Occorrerà tempo ed energia elettrica per riportare il freddo allo
stesso livello.
17) Controllate, inoltre, che il frigorifero da voi scelto
abbia il marchio di qualità Imq o un altro riconosciuto a livello
europeo. Così sarete sicuri che il vostro apparecchio è davvero
conforme alle norme di legge in materia di sicurezza e mantiene
le caratteristiche che dichiara.
18) Verificate ogni tanto che le guarnizioni di gomma delle
porte siano in buono stato. Per questa prova chiudete tra le porte
un foglio di carta e provate a tirarlo via: se fatica almeno un
po’ le guarnizioni fanno il loro dovere. In caso contrario cambiatele,
spenderete un po’ subito ma alla lunga risparmierete.
19) Dopo aver staccato la corrente, accertatevi che il
condensatore o la serpentina sul retro dell’apparecchio siano
puliti. Lo strato di polvere che si forma disperdendo il freddo,
infatti, fa aumentare notevolmente i consumi.
20) Lo strato di ghiaccio all’interno non deve superare
i 5 millimetri. Se necessario, sbrinate l’apparecchio perché che
non si formi uno strato isolante che farebbe aumentare il consumo.
Il sistema
no-frost
“Dilaga” nelle
pubblicità dei frigoriferi. Ma che cos’è il no-frost? Si tratta
di un meccanismo che, attraverso la ventilazione forzata, impedisce
la formazione di brina ed evita, quindi, le operazioni di sbrinatura.
Cosa succede invece nei modelli privi di no-frost? In quelli di
nuova generazione, il settore frigo è dotato di un sistema automatico
che, a intervalli regolari, avvia lo sbrinamento. Durante il procedimento
la temperatura nel vano frigorifero rimane pressoché invariata,
mentre nello scomparto del freezer viene mantenuta la temperatura
minima di conservazione.
L’acqua di sbrinamento confluisce normalmente all’esterno. Attraverso
un particolare sistema di raccolta, può evaporare da sola o essere
rimossa facilmente. Insomma, dovremmo poter finalmente dire addio
alle noiose operazioni di sbrinatura richieste dei vecchi modelli.
In realtà, questa comodità è assicurata solo dai migliori sistemi
di sbrinamento automatico oltre che, naturalmente, dai no-frost.
Il testo contenuto
in questa pagina è tratto da
"Consumare senza essere consumati"
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"Il Salvagente"
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