L'asciuga
capelli e il ferro da stiro
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INDICE
Il phon
Attenti, ragazzi
Dentro l'asciugacapelli
Il ferro da stiro
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Gli elettrodomestici “di bellezza”:
sono il phon e il ferro da stiro. Entrambi impiegano il calore
ed entrambi “mettono in piega”: nel primo caso i capelli, nel
secondo gli abiti. Quando sono in gioco elettricità e alte temperature,
naturalmente, la prima raccomandazione riguarda la sicurezza.
Il phon
Uno fra gli elettrodomestici più comuni
nelle nostre abitazioni, l’asciugacapelli, è forse anche l’apparecchio
di più largo uso da parte di tutti i componenti della famiglia.
Dal nonno al nipotino tutti utilizzano comunemente il phon. Ma
l’abitudine è spesso nemica della prudenza, tanto che nessuno
pensa che un apparecchio così utile e necessario possa diventare
una fonte di pericolo. Occorre invece rendersi conto che anche
l’uso di un semplice asciugacapelli richiede una certa cautela,
come per tutti gli apparecchi funzionanti a energia elettrica.
Una buona regola a cui attenersi, in ogni caso, è quella di non
utilizzarlo con le mani bagnate, oppure stando a piedi nudi, men
che meno umidi, magari dopo aver fatto una “bella doccia”. Soprattutto
non asciugare mai i capelli al bambino quando si trova nella vasca
da bagno.
Il rischio che si corre nel compiere queste azioni è enorme: l’acqua
conduce molto bene la corrente e accentua quindi la violenza di
possibili scosse. Ma anche un locale troppo umido, come è il bagno
dopo che ci si è fatti una doccia, può essere fonte di pericolo,
visto che anche le particelle di vapore sono buone conduttrici
di elettricità.
Lo stesso vale per gli schizzi prodotti da un apparecchio elettrico
caduto nel lavabo o nella vasca pieni d’acqua.
Operazioni di manutenzione del phon, come la pulizia della presa
d’aria, devono essere frequenti: capelli, talco e altri materiali
possono bloccare la ventola dell’aria e in mancanza di un efficace
dispositivo limitatore di temperatura provocano l’incendio dell’apparecchio.
Attenti, ragazzi
I pericoli non si limitano al solo
uso scorretto. Parti delicate, come il cavo di alimentazione,
inevitabilmente sottoposte al logoramento, devono essere periodicamente
controllate e sostituite integralmente se danneggiate. Per questi
interventi è sconsigliabile ricorrere a mezzi di fortuna (come
i nastri isolanti) che possono rivelarsi inutili o perché non
hanno un effettivo potere isolante o perché, allentandosi durante
l’uso, possono lasciare scoperti i fili.
Asciugacapelli di cattiva qualità, infine, possono presentare
gravi rischi anche se appena comprati. Di fronte a questa possibilità
c’è solo un modo per essere sicuri: verificare che il prodotto
rechi il marchio di sicurezza Imq o quelli equivalenti di istituti
europei.
Solo così si avrà la certezza che il modello è costruito nel rispetto
delle norme di sicurezza europee e che è stato sottoposto a oltre
200 prove di controllo.
Dentro l'asciugacapelli
Proviamo ad aprirne idealmente uno
per capire cosa si nasconde dentro.
• La targa: fondamentale per riconoscere un apparecchio
sicuro. Collocata in genere sul manico, deve riportare, oltre
ai dati di identificazione del modello, i valori della tensione
e della potenza, il simbolo del doppio isolamento (due quadrati
uno dentro l’altro) e il marchio Imq o quello di altro istituto
di sicurezza.
• L’interruttore: permette di attivare l’apparecchio e
di scegliere fra le diverse prestazioni (aria fredda, aria calda,
flusso più o meno potente).
• La ventola: “cattura” l’aria dalla griglia di aspirazione
e la convoglia verso l’uscita.
• Il motore elettrico: aziona la ventola con una potenza
che può variare dai 300 ai 2000 watt. Secondo gli esperti, tuttavia,
oltre i 1200 watt l’eccessivo calore può danneggiare i capelli.
• La resistenza elettrica: montata su un supporto isolante,
genera un forte calore che riscalda il flusso d’aria in uscita.
• Il limitatore di temperatura: è il dispositivo di protezione
che, in caso di surriscaldamento, blocca automaticamente l’alimentazione
e la riattiva quando la temperatura si è abbassata. Può capitare,
quindi, che il funzionamento dei nostri phon si interrompa improvvisamente.
Niente paura, basterà aspettare una manciata di minuti per utilizzarlo
nuovamente.
utilizzata. Alcuni produttori continuano a invitare gli utilizzatori
a servirsi di acque demineralizzate. Ma non si pensi che questa
prassi possa metterci al riparo da tutti gli inconvenienti. I
liquidi “addolciti” che si acquistano per gli elettrodomestici,
infatti, possono attaccare e corrodere le pareti interne dei serbatoi
e quelle della piastra di stiratura.
Il ferro da stiro
Il ferro da stiro è uno degli
elettrodomestici più diffusi ed è offerto in infiniti modelli.
Ce n’è davvero per tutti i gusti: dai più costosi e ingombranti
semiprofessionali, dotati di caldaie separate, ai modelli compatti
a vapore, fino ai più piccoli e maneggevoli ferri da viaggio.
Come fare il miglior acquisto tra decine e decine di apparecchi
diversi?
Al vostro ferro, chiedete anzitutto sicurezza e affidabilità.
Scartate le confezioni che non hanno il sigillo dell’Imq (l’Istituto
italiano del marchio di qualità) o di altri laboratori europei
equivalenti. Prendete il ferro e valutatene il peso. Più e leggero,
più sarà maneggevole. Non è sempre vero, invece, che gli apparecchi
più pesanti sono i più efficaci. Può avere un senso per gli apparecchi
che funzionano a secco, ma oggi per i modelli a vapore non è più
così, anzi. Verificate la lunghezza del cordone dell’alimentazione
elettrica. I migliori arrivano sino a tre metri e si congiungono
al ferro tramite una guaina plastica libera di ruotare in tutte
le direzioni. In questo modo, è meno probabile che il cavo si
sconnetta o si rompa. Per i ferri a vapore, informatevi sulla
capienza del serbatoio d’acqua: se è poco capace, occorrerà rifornirlo
in continuazione. Attenzione ai serbatoi estraibili: quando il
ferro è caldo, si rischia di bruciarsi le dita durante questa
operazione.
Quale deve essere la potenza del nostro ferro? Si vendono ferri
a vapore anche a 1.800 watt, ma in generale 1.000-1.200 sono più
che sufficienti per la stiratura casalinga. Dispositivi anticalcare:
alcune marche prevedono sistemi di autopulizia che dovrebbero
liberare i residui di calcare attraverso il vapore. Altre aziende
optano per elementi interni con funzione decalcificante da sostituire
periodicamente. Questi ultimi consentono una maggiore efficienza
visto che possono essere cambiati con una frequenza che dipende
dalla durezza dell’acqua.
Il testo contenuto
in questa pagina è tratto da
"Consumare senza essere consumati"
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